Linguaggio semplice: regole, vantaggi e messa in pratica
Il linguaggio semplice rende i contenuti accessibili, per la prima volta, a milioni di persone. Qui scopri a chi si rivolge, quali regole valgono, cosa chiede la legge e come offrirlo sul tuo sito.
Cos'è il linguaggio semplice e a chi si rivolge?
Il linguaggio semplice — a livello internazionale «easy-to-read», in italiano anche «linguaggio facile da leggere e da capire» — è una forma di scrittura molto semplificata, con regole fisse per il lessico, la costruzione delle frasi e l'impaginazione. È stato sviluppato insieme alle persone che ne hanno bisogno ed è descritto in norme e guide consolidate: in Europa le linee guida «Informazioni per tutti» di Inclusion Europe, diffuse in Italia soprattutto dalla rete Anffas; in Germania esiste l'equivalente «Leichte Sprache», con una propria rete di regole. L'obiettivo non è uno stile elegante, ma la massima comprensibilità.
Il linguaggio semplice aiuta soprattutto questi gruppi:
- Persone con difficoltà di apprendimento o disabilità cognitive
- Persone che stanno imparando l'italiano o vivono nel paese da poco tempo
- Persone adulte con basse competenze di lettura: anche in Italia gli studi sulle competenze alfabetiche degli adulti parlano di milioni di persone interessate
- Persone con demenza, afasia o altre condizioni che rendono difficile la lettura
A prescindere da questo, quasi tutti traggono beneficio da testi chiari e brevi: chi ha fretta, legge sullo smartphone o affronta per la prima volta un tema complesso capisce prima le frasi semplici. La comprensibilità non è una soluzione speciale, ma buon design della comunicazione.
Linguaggio semplice o linguaggio chiaro?
I due termini vengono spesso confusi, ma indicano cose diverse:
| Linguaggio semplice (easy-to-read) | Linguaggio chiaro | |
|---|---|---|
| Regole | Insieme di regole fisso, molto rigoroso | Raccomandazioni, più flessibile |
| Livello linguistico | Circa A1–A2 | Circa A2–B1 |
| Destinatari | Soprattutto persone con difficoltà di apprendimento | Pubblico ampio, per es. comunicazione amministrativa o specialistica |
| Impaginazione | Carattere grande, molti paragrafi, spesso immagini | È possibile un'impaginazione normale |
In sintesi: il linguaggio chiaro è italiano standard semplificato. Il linguaggio semplice va parecchio oltre e segue un proprio insieme di regole, con la validazione da parte dei destinatari. Per un sito accessibile possono avere senso entrambe le cose; l'importante è indicare con chiarezza quale modalità hai scelto.
Le regole più importanti del linguaggio semplice
Le norme e le guide raccolgono molte regole concrete. I principi più importanti sono:
- Scrivi frasi brevi: un'idea per frase.
- Usa la forma attiva: «L'ufficio esamina la domanda» invece di «La domanda verrà esaminata».
- Evita le parole difficili. Se un termine tecnico è necessario, spiegalo.
- Preferisci parole brevi e di uso frequente; evita le sigle o spiegale la prima volta che compaiono.
- Rinuncia a metafore, ironia e modi di dire: vengono capiti alla lettera.
- Evita per quanto possibile il congiuntivo, le costruzioni impersonali e le negazioni.
- Usa elenchi puntati invece di lunghe enumerazioni dentro la frase.
- Rivolgiti direttamente a chi legge.
Anche l'impaginazione ne fa parte: carattere grande, testo allineato a sinistra senza giustificazione, ogni frase su una riga nuova o in un proprio paragrafo, molto spazio bianco e immagini di supporto. Che quelle immagini abbiano poi bisogno di buoni testi alternativi te lo spieghiamo nell'articolo Come scrivere buoni testi alternativi.
Prima e dopo: un esempio
| Prima (linguaggio standard) | Dopo (linguaggio semplice) |
|---|---|
| La richiesta della prestazione dovrà essere effettuata previa presentazione della documentazione richiesta presso l'ente competente, tenendo conto di tempi di lavorazione di diverse settimane. | Lei vuole chiedere un aiuto? Si fa così: Vada all'ufficio. Porti i suoi documenti. L'ufficio esamina la sua domanda. Ci vogliono alcune settimane. |
L'esempio mostra il principio: il contenuto è lo stesso, ma ogni frase trasporta una sola idea, il linguaggio è attivo e la struttura guida passo dopo passo attraverso la procedura.
Cosa dice la legge
In Italia l'accessibilità digitale è ancorata per legge da tempo: la Legge Stanca (Legge 4/2004) obbliga le pubbliche amministrazioni e altri soggetti a rendere accessibili siti e servizi digitali, e le Linee guida AgID sull'accessibilità degli strumenti informatici richiedono informazioni comprensibili. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall'Italia nel 2009, riconosce inoltre espressamente il diritto a informazioni accessibili e comprensibili. In Germania il modello va ancora oltre: la legge sulla parità delle persone con disabilità (BGG) e il regolamento BITV 2.0 obbligano gli organismi pubblici federali a offrire sui loro siti spiegazioni in «Leichte Sprache» sui contenuti essenziali, sulla navigazione e sulla dichiarazione di accessibilità.
Offrire il linguaggio semplice sul sito
Nella pratica hanno funzionato bene tre elementi:
- Una pagina dedicata in linguaggio semplice che spieghi i contenuti più importanti del tuo sito: chi siete? Cosa offrite? Come funziona la pagina? Come si può contattarvi?
- Un accesso ben visibile, per esempio un link o un interruttore nell'intestazione di ogni pagina. Molti siti usano a questo scopo il noto logo europeo easy-to-read o l'etichetta chiara «Linguaggio semplice».
- Un'identificazione inequivocabile: chi legge deve riconoscere subito che si trova nella versione in linguaggio semplice e come può tornare alla versione standard.
Sul piano tecnico vale questo: la pagina in linguaggio semplice ha bisogno di un URL proprio e stabile, deve essere raggiungibile con la tastiera e dovrebbe potersi trovare da qualsiasi pagina con pochi clic. Un interruttore che mostri la pagina attuale direttamente in linguaggio semplice è la soluzione più comoda: così restano accessibili tutti i contenuti, non solo una pagina riassuntiva.
Controllo di qualità: coinvolgere i gruppi di validazione
Se un testo è davvero facile da capire non lo decide chi lo scrive, ma i suoi destinatari. Per questo il controllo di qualità include la validazione da parte di persone con difficoltà di apprendimento. Questi gruppi di validazione leggono i testi, segnalano i passaggi difficili e danno il loro parere finché il testo non risulta comprensibile. Molte organizzazioni — in Italia, per esempio, quelle della rete Anffas — offrono la validazione come servizio; i testi validati possono di solito portare il marchio o il logo corrispondente.
Se una validazione formale non è possibile, aiutano già test semplici: chiedi a persone esterne al tuo team di leggere il testo e di raccontarlo con parole proprie. Ogni passaggio che va spiegato è un candidato per la prossima revisione.
Come può aiutare l'IA con il linguaggio semplice
Trasporre i testi in linguaggio semplice è laborioso, soprattutto quando un sito ha molte pagine e i contenuti cambiano regolarmente. Proprio qui possono aiutare i modelli di IA: traducono automaticamente i contenuti esistenti in un linguaggio facile da capire e tengono aggiornata la versione, senza che tu debba mantenere ogni pagina in doppia copia.
Così combini il meglio dei due mondi: la portata e l'attualità della traduzione automatica con il controllo di qualità delle persone. Il tuo sito diventa utilizzabile per molte più persone, e più comprensibile per tutte.
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